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     VN Football Team: una lunga domenica di passioni
VN Football Team - Esra RUI
7 - 1
 

C’era una volta un gruppo di studenti provenienti da ogni parte recondita dello stivale, finiti chissà come, forse sbattuti dalle onde increspate di un destino fausto, forse giostrati dal grande burattinaio, nella residenza universitaria ardentemente desiderata da un brav’uomo tanti anni fa, una piccola oasi immersa nel verde, circondata dal grigiore quotidiano di una metropoli dalla storia millenaria. C’era una volta un torneo di calcetto che metteva per la prima volta, una di fronte all’altra, le rappresentative dei quattro collegi universitari più importanti dell’Urbe. C’era una volta una divisa gialloblu come quella dei calciatori veri, un pallone, un campetto in terra battuta e un ducato. C’era una volta un calendario da stabilire e un regolamento da stilare. C’era una volta uno schema provato in allenamento, un passaggio filtrante, un recupero disperato, un colpo di tacco e un’acrobatica rovesciata, un rude contrasto e una palla contesa, un tunnel per irridere l’avversario di turno e un dribbling di troppo, uno svarione difensivo, una fitta trama di giuoco e un tiro all’incrocio dei pali. C’era una volta una pacca sulla spalla, un abbraccio caloroso, una stretta di mano, un braccio levato per ricevere il pallone e un buffetto sulle guance. C’era una volta il riscaldamento prepartita, le baruffe in partita e la polemica postpartita. C’era una volta la climax di entusiasmo travolgente e il baratro di una delusione cocente. C’era una volta il taccuino, il fischietto, il cartellino giallo ed il richiamo verbale. C’era una volta la classifica marcatori e la lista dei convocati. C’era una volta un allenatore esonerato e un commissario tecnico dal grande fiuto del goal, una squadra sempre unita e dedita al sacrificio e una squadra senza portiere. C’era una volta un girone eliminatorio e un secondo posto, l’imbattibilità svanita nel nulla e la paura di non farcela. C’era una volta una tifoseria eterogenea, un coro smorzato da una prodezza della punta avversaria, una voce stridula ad incitare l’eroe del momento ed un insulto scagliato contro l’arbitro prezzolato. C’era una volta uno sguardo bieco e un lampo di furore negli occhi, un sorriso abbozzato e una risata negli spogliatoi. C’era una volta una semifinale combattuta e una trasferta insidiosa, un risultato in bilico e un rischio da correre, un contropiede micidiale e un intervento provvidenziale, una vittoria strappata coi denti e una finale tutta da giocare. C’era una volta un’attesa snervante e una settimana trascorsa a pregustare il sapore di un ipotetico successo finale, una promessa fatta al compagno di squadra e un pronostico azzardato, uno smacco subito da vendicare e l’adrenalina in quantità industriali, la voglia matta di scacciare l’idea di una vittoria mutilata e la crescente convinzione di potercela fare. C’era una volta una domenica speciale. C’era una volta il primo impianto dolby surround installato in prossimità di un rettangolo di giuoco, una teoria di palloncini per ricordare il colore della vittoria e il pubblico delle grandi occasioni. C’era una volta l’ingresso in campo delle due squadre annunciato dallo speaker e il fischio di inizio, l’ultimo della prima edizione del torneo intercollegiale di calcetto. C’era una volta un gol, poi due, poi tre fino ad arrivare a sette, sette come i samurai, disciplinati e spietati come i ragazzi del VN Football Team. C’era una volta il gol della bandiera, il malcelato scoramento dipinto sui volti scuri e le congratulazioni al termine della gara. C’era una volta un’invasione di campo e la gioia traboccante dagli spalti, le grida di giubilo e i fiumi di champagne, una coppa da alzare ed il trionfale giro di campo. C’era una volta l’idrante puntato contro i valorosi “calciatori che fecero l’impresa” e la maglia stesa sulla traversa al sole, nel disperato tentativo di farla asciugare. C’era una volta una macchinetta fotografica pronta ad immortalare ogni singolo singulto di vanità di una lunga domenica di passioni. C’era una volta una festa senza fine. C’era una volta la favola incredibile del VN Football Team.

P.S.: Non potevo esimermi dal comporre un epinicio per celebrare la vittoria del VN Football Team. Il seguente sonetto è dedicato a tutti i compagni di squadra e a quanti ci hanno sostenuto (anche in trasferta).

Grazie.

Sono state domeniche interminabili e dal gran valore,
vanni angeliche in infiniti mondi ci han trascinato,
ubriachi di felicità e avvinti dalla gloria abbiam cantato
sublimi odi e ditirambi al benevolo dio pallone.

Opliti dalla tempra granitica e dalla forza speciale,
tutti gli sforzi degli avversari son stati vani:
don Mazza, Esra Rui e Lamaro Pozzani…
nessuno poteva frenare la nostra marcia trionfale.

Sospinti dai cori originali di un pubblico caloroso,
con la coppa al cielo e la maglia di terra intrisa
avremo da conservare un ricordo immortale e radioso.

La nostra avventura, nel mio cuore per sempre incisa,
epifania di un’amicizia, ha reso l’animo gioioso:
è stata la perfetta conclusione di una parabola precisa.

IL’ addetto stampa del VN Football Team,
per l’ultima volta in collegamento dalla piazzetta,
Micky Brescia

 
 
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