Commentare una partita come quella disputata
dal VN Football Team contro la squadra del Lamaro
Pozzani sarebbe risultata un’impresa letteraria
ardita anche per Gianni Brera, “artigiano
caustico ed audace” del giornalismo sportivo
italiano. La difficoltà non sta nel raccontare
di dribbling, passaggi filtranti, tackle, colpi
di tacco, tunnel o asfissianti marcature a uomo:
l’insuperabile scoglio da valicare sta nel
trascrivere l’altalena di emozioni, che
ha caratterizzato la gara lungo tutto il suo svolgimento,
su un misero pezzo di carta, con la mortificante
consapevolezza di non poter far ascoltare al lettore
il palpito violento del cuore dei giocatori, le
grida di giubilo e di disperazione delle tifoserie,
gli incitamenti senza tregua dei capitani e il
silenzio assordante che accompagna un pallone
che, soltanto all’ultimo giro d’effetto,
finirà sul fondo, sfiorando il palo più
lontano... “A l’alta fantasia qui
mancò possa...” direbbe il sommo
poeta, trovandosi in una situazione analoga a
quella di chi scrive hic et nunc. Era la partita
dei manovali dello studio contro i cavalieri del
lavoro del domani, dei braccianti della cultura
contro gli enfant-prodige del mondo accademico.
Una sola squadra poteva uscire vittoriosa dal
campo: quella capace di gettare il cuore oltre
l’ostacolo, di contare esclusivamente sulle
proprie forze, di pensare di poter raggiungere
la vittoria finale ad ogni costo, una squadra
votata al sacrificio, ad una abnegazione pari
a quella di Cleobi e Bitone. Una sola squadra
poteva rispondere a tutti questi straordinari
requisiti: il VN Football Team. Lo ha dimostrato
con i suoi cinque valorosi calciatori, spartani
alle Termopili sotto un cielo biavo di un pomeriggio
domenicale, in grado di resistere ai “replicanti”
del Lamaro Pozzani, capaci di riprodursi e trasformarsi
come le pietre lanciate da Deucalione e Pirra
dopo il grande diluvio. Capeggiati da un eroico
e intrepido capitano, Innocente piè veloce,
claudicante a fine partita per una brutta distorsione
alla caviglia, gli impavidi componenti della squadra
guidata dalla stella di Tardini, dopo una prima
frazione equilibrata, trascinati da un insospettabile
capoultrà e da due irriverenti ragazze
pon pon, hanno domato gli agguerriti avversari
con sagacia tattica, dirompente forza fisica e
classe sopraffina. L’esplosiva potenza dell’onnipresente
Sciandra, uomo ovunque di una difesa a tratti
impenetrabile come una testuggine romana; la duttilità
di Tucciarone, bomber e granitico incontrista
allo stesso tempo; l’acume di Pa’,
un nomignolo monosillabo dal ripiegamento impeccabile
e puntuale; ed infine la placida sicurezza di
Brescia, abile nel compensare la lentezza con
una fisicità determinante nel recuperare
palloni a centrocampo. Una squadra, insomma, che
pur dovendo fare a meno di titolari insostituibili
per cause di forza maggiore e giocando fuori casa
davanti ad un pubblico rumoroso ed ostile, è
riuscita ancora una volta a non tradire le aspettative
dei tifosi e di quanti credono nel suo valore.
Un risultato quello di 6 a 3 a favore del VN Football
Team pertanto giusto e meritato, soprattutto per
non aver mai voluto imbrigliare le sorti della
partita con un catenaccio che, in vantaggio di
tre gol, avrebbe assicurato la vittoria evitando
di correre pericolosi rischi.
Al termine della seconda giornata i gialloblu
si trovano così da soli in testa alla
classifica a punteggio pieno e peraltro con
la miglior difesa del torneo(5 gol subiti in
due gare disputate). Domenica prossima si troveranno
di fronte la delegazione della Rui, reduce da
un rocambolesco pareggio con la squadra del
Don Mazza. Sarà un’occasione da
cogliere al volo per il VN Football Team: mettere
in cassaforte il primo posto nel girone e quindi
concludere la prima fase imbattuti, assicurandosi
così di trovare un avversario almeno
sulla carta più debole, rappresenta un’occasione
troppo ghiotta per i ragazzi di Villa Nazareth.